mercoledì 18 aprile 2012

Il collezionista

Questo breve racconto è stato scritto in un momento grigio, un momento in cui ho guardato con occhio cinico ad alcuni atteggiamenti di una persona, che è invece speciale e dolce. 

Le dita scivolavano piano sulla fiancata della lucida carrozzeria accompagnate dallo sguardo compiaciuto dell'uomo.
Guardava la sua auto come si guarda una bella donna distesa in un letto di seta ad aspettare il dono dell'amore. Poco più in là, nell'angolo più riparato del garage, c'era l'altro suo amore, la moto potente e rumorosa dal rombo di tuono. 
Era fiero di ciò che possedeva, aveva scelto con cura i suoi bolidi, belli, eleganti, ma soprattutto veloci. La sensazione di onnipotenza data dalla velocità lo caricava di adrenalina pura, e lui amava quella sensazione. 
Si aggirava tra le sue cose con fare lento e quasi distaccato. Ogni giorno osservava qualcuno dei suoi oggetti preziosi, orologi soprattutto, ma anche diavolerie tecnologiche all'ultimo grido che aveva acquistato nel tempo e accumulato come un vero collezionista ma, a differenza di un collezionista, osservava senza quasi più interesse quelle che ormai erano conquiste già ottenute. Ogni volta che desiderava qualcosa sentiva un fremito, un'energia particolare, che smuoveva i suoi istinti predatori. 
Si informava, studiava le caratteristiche dell'oggetto, lo desiderava fortemente, finché non lo otteneva. Poi l'interesse svaniva di colpo, quasi del tutto. Ciò che lo faceva stare bene non era l'oggetto in sé ma il desiderarlo. La sfida che silenziosa nasceva nel suo intimo ogni volta che iniziava a desiderare qualcosa era la spinta che lo portava a fare di tutto pur di avere quell'oggetto tra le cose di sua proprietà. 

Che strano uomo.... Provava la stessa sfida con se stesso anche ogni volta che decideva di conquistare una donna. Le donne che sceglieva in genere erano sempre prede ambite da molti, preziose, o comunque donne all'apparenza difficili da conquistare. Le sceglieva con cura tra le sue conoscenze casuali ed erano quasi tutte ricche, eleganti, corteggiate, a volte un po' altezzose. 
Indossava la sua maschera migliore, studiata in precedenza per dare fiducia alla sua preda. Le parole erano la sua arma più potente. Aveva imparato a dosarle e pesarle bene per ottenere l'effetto voluto. 
Niente fretta, niente fast food del sesso. La preda lui amava cuocerla a fuoco lento, con piccole attenzioni e repentine fughe, fino ad ottenere totale dedizione. Sguardi penetranti e profumi avvolgenti completavano l'opera. 
Ma quando era finalmente giunto al traguardo e la preda era ormai diventata creta tra le sue mani e avrebbe accettato di tutto da lui pur di essere la sua donna, lui girava le spalle e andava via. La sua collezione di donne che gli si sarebbero concesse senza riserve, folli d'amore, era cresciuta.... e questo gli bastava. Collezionava cuori. 

Un'altra X su una tavolozza immaginaria lampeggiava nella sua mente. Anche quella sera aveva vinto la sua battaglia d'amore e decise che gli sarebbe bastato. 
Almeno fino alla prossima sfida.....
Tolse l'abito ancora profumato di bosco e pepe e spezie fresche e posò il cuore dell'ultima sua preda, ancora avvolto nella pochette di seta profumata, insieme agli altri che giacevano nel silenzio della notte. 

venerdì 6 aprile 2012

Le vacanze al mare

Tempo di programmi per le imminenti vacanze estive …
Inizio a guardare sui vari siti, cerco ispirazione, chiedo informazioni a qualche amica che è già stata nei posti che vorrei visitare e … improvvisamente mi viene un’idea malsana …

Solo una mente malata come la mia poteva partorire un’idea del genere …


Ti immagino come mio vicino di ombrellone, stessa spiaggia stesso mare, come cantava una vecchia canzone …

Io con la mia famiglia, tu con la tua, e tutti loro ignari della nostra pregressa conoscenza e del fatto che vorremmo ogni notte poterci perdere l’uno nell’altra.
Tutti loro ignari del fatto che la nostra vicinanza non è casuale ma studiata e voluta.
Sarebbe una vacanza da mettere i brividi e la fame di sesso in ogni istante...
Ogni giorno sarebbe una piccola dolce tortura, un gioco di sguardi e complicità, un continuo rincorrerci con gli occhi, guardarti mentre fai il bagno con lei e sapere che intanto immagini di possedermi in acqua, farti l'occhiolino mentre le spalmi la crema sulla schiena e guardi me che prendo il sole e mi accarezzo i seni prorompenti che vogliono uscire dal succinto costume…



Ogni passeggiata in riva al mare sarebbe un momento di eccitazione, sapendo che mi segui con lo sguardo, in questo incrocio di pensieri martellanti che solo io e te possiamo sentire.


Credo che potrei fare anche qualche pazzia,
del tipo “caro, oggi non mi sento bene, andate voi al mare …vi raggiungo più tardi”
e aspettare che anche tu dica lo stesso a tua moglie e mi raggiunga in camera per dare libero sfogo alla nostra passione....
I nostri corpi sarebbero accaldati e bagnati d'amore e sudore, stretti in un unico respiro a scambiarci odori e sapori, mentre come forsennati ci sbattiamo l'uno nell'altra con l'urgenza di chi ha fame e sete.



Immaginare queste scene stamattina mi ha messo terribilmente su di giri … e ora questa voglia non mi lascia tregua.


Così vado in bagno, mi chiudo a doppia mandata in questo piccolo spazio asettico, e impugno il telefono.
Sento la mia collega nella stanza affianco che litiga al telefono con il suo fidanzato, non mi sentirà...
Ti chiamo, so che sei al lavoro e non potrai dedicarmi molto tempo, ma ho voglia di accorciare i tempi, voglio godere con te, e se non posso farlo da vicino, voglio almeno farti sentire il mio piacere al telefono.
Pochi interminabili secondi prima di sentire la tua voce proprio qui, sul mio collo accaldato.

-Pronto?
-Pierre, so che non puoi parlare, annuisci brevemente e ascolta... 
Io ti voglio, vorrei sentirti dentro di me, ora, ma visto che non possiamo fare l'amore come e quando vogliamo, dovrò accontentarmi... Chiudi gli occhi, fai finta di niente con i colleghi, fai finta di essere in attesa al telefono, e senti con la mente e con l'udito le mie mani che accarezzano il mio seno, scendendo giù verso il mondo proibito del mio piacere. Lo senti questo rumore? Questo lieve fruscio di seta che ti rimbomba in testa come un martello? Non è il rumore della mia camicetta di seta che si apre scoprendo i seni, è il tuo sangue che inizia a pulsare più veloce e a provocarti un'erezione. 
Lo senti quest'altro rumore di onde che si infrangono? Ascolta, ascolta in silenzio.... Non è il rumore del mare di fronte casa mia, sono le mie dita che stanno entrando dentro di me....per te-

Sciack sciack sciack.....le muovo sempre più veloce nella mia carne umida che ti brama, simulo la tua forza dentro di me, ad occhi chiusi, appoggiata al muro freddo tenendo il telefono in basso, vicino al ventre, quasi a renderlo spettatore della mia follia.

Sento il tuo respiro diventare più affannoso all'unisono col mio, cerchi di dissimulare il tuo stato d'animo ma non è facile, lo so...ti ho tirato proprio un brutto scherzo stamattina...Non sei tipo da giochetti erotici al telefono, non li hai mai amati e io lo so. Ma avevo troppa voglia di fare l'amore con te per non rendertene partecipe.

Ascolti in silenzio i miei gemiti che diventano man mano sempre più intensi, i rumori che echeggiano nello spoglio bagno sono sempre più umidi e nitidi, e così ti lasci andare all'immaginazione, chiudi gli occhi e senti realmente di avermi lì, sotto i tuoi potenti colpi, mentre tu, stretto tra le mie gambe a cingerti i fianchi, stringi inconsapevolmente le natiche come a spingere con forza sotto la scrivania il tuo sesso dentro il mio.
Ma poi non resisti più ...
-Mi dica subito l'indirizzo, la raggiungo in pochi minuti.-

E poi rivolto alle persone nella stanza con te:

-Signori, sono mortificato ma ho avuto un'emergenza, per oggi la riunione finisce qua -

Raccogli in fretta il giubbotto a coprire la tua evidente eccitazione, lasci tutti a bocca aperta, senza possibilità di replica alcuna, e mi raggiungi in tutta fretta.

Questa volta dovrai punirmi per bene per questo scherzo che ti ho fatto, e l'unico modo che avrai sarà portarmi al limite estremo di eccitazione senza mai penetrarmi. Ti implorerò di farmi tua, di entrare dentro me, di prendermi con la forza, ma tu vorrai sentirmi gemere di desiderio, desiderio di averti dentro me.

Desiderio infinito, folle, umido, carnale, di averti per sempre dentro la mia anima.


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