martedì 15 gennaio 2013

L'uomo che amava le donne

Era da molto tempo che non lo incontravo.
Lui è stato il  mio primo amante, l'unico vero Amante, quello che mi ha aperto le porte dell'inferno aprendomi le cosce, e che mi ha aperto le porte del paradiso sussurrandomi "ti voglio".
Quello che ho amato con il corpo, ma prima ancora con la mente.
Quello che mi è entrato nell'anima prima di entrarmi dentro la pelle.
Quello che ho dovuto strappare via a morsi dal mio cuore.

Di lui ho sempre amato e odiato contemporaneamente il suo essere stupendamente, sfacciatamente,  irrimediabilmente stronzo.
L'ho capito tardi com'è, e quando l'ho capito non ho smesso di desiderarlo. Anzi, forse il mio desiderio di averlo dentro di me si è acuito in modo quasi doloroso.
Se le scopa tutte le donne, tutte quelle che gli capitano a tiro, tutte quelle che gli fanno capire che ci stanno, tutte quelle che gli fanno capire che è sexy.
Perché sexy lo è.
E' maledettamente sexy, soprattutto quando indossa con nonchalance la sua barbetta di pochi giorni su un sorriso appena accennato, la maglietta aderente strappata sulle maniche, il pantalone della tuta che lascia intravedere forme generose e quel velo di sudore che gli rende la pelle un po' lucida, mentre fa la sua lezione di fit-boxe.
Con un sorriso ammaliatore è sempre pronto a fare complimenti a tutte, a farle sentire tutte belle e uniche, anche se di unico non hanno nulla per lui.
E' un benefattore del sesso. 

L'istruttore sexy di fit-boxe
Oggi pomeriggio in palestra non mi aspettavo di ritrovarmelo davanti come istruttore.

Dopo i bagordi alimentari delle feste ho deciso di ritornare ad allenarmi, scegliendo questa volta una palestra nuova, aperta da poco tempo a due passi dal mio ufficio, per poterci andare nelle ore di spacco e non avere alcun alibi per rinunciare, e quando sono entrata in sala, pronta a prendere a cazzotti e a calci il sovrappeso, mi si è gelato il sangue nelle vene e immediatamente mi sono sentita sciogliere dal fuoco che mi ardeva dentro.

I nostri sguardi si sono incrociati per un'istante infinito, facendo sparire il mondo intorno a noi.
Neanche lui si aspettava di rivedermi, eppure quel sorriso sornione che mi ha sempre stregata, in un solo attimo è comparso sulla sua faccia da schiaffi aprendomi una voragine nel ventre.
Quando mi si è avvicinato per darmi il benvenuto nel corso e aiutarmi a sistemare le fasce sulle nocche, con gli occhi più arrapati che abbia mai visto in un uomo, mi ha sussurrato con un filo di voce roca "sei sempre bellissima, non mi aspettavo di rivederti qui" e intanto mi ha accarezzato lievemente il palmo della mano col pollice, facendomi rabbrividire.

La lezione è stata stancante e impegnativa, ma se dovessi dire con precisione cosa ho fatto non me ne ricorderei. Ero completamente intrappolata in un loop mentale in cui l'inizio e la fine dei miei pensieri era sempre lo stesso: volevo ad ogni costo rifare l'amore con lui.

Sapevo che non sarebbe stato come prima, sapevo di fare forse una stupidaggine che mi sarebbe costata cara, ma desideravo averlo dentro di me ancora una volta e il pensiero malsano che così, dopo tre anni dalla fine del nostro amore, avrei potuto esorcizzarlo e liberarmene, facendo solo del sano sesso senza amore, mi aveva ormai convinta di doverlo riavere.
Potere della mente. Quando ti prende la voglia non c'è ragionamento sensato che tenga. E io lo volevo a tutti i costi.
Era come se il tempo non fosse mai passato tra di noi e sentivo uguale a tre anni prima, più forte che mai, la stessa urgenza di averlo pelle nella pelle.

Il corpo parla di desiderio
Anche il mio corpo parlava: i capezzoli, dritti e doloranti, spuntavano dispettosi dalla stoffa della maglietta dicendo chiaramente cosa gli stessi urlando in silenzio: 
"Scopami, scopami qui, subito, davanti a tutte queste donne. Tu sei mio ed io sono tua, ancora. Scopami con gli occhi e con le mani, prendimi con forza da dietro mentre stringo il sacco, mordimi sul collo mentre mi dici che mi vuoi, che sono tua, fammi urlare di piacere e di dolore. 
Scopami, ora. Artiglia i miei fianchi per dettare il ritmo del nostro amplesso. Scopami con forza e poi con dolcezza, come solo tu sai scoparmi, mentre con le mani percorri i miei sensi infuocati e con la bocca ti disseti di me.
Prendimi ancora, scopami mentre mi guardi dritto negli occhi, mentre il tuo petto spinge sul mio, mentre le mie unghie ti entrano nella schiena, e ancora una volta fammi perdere il senso del tempo e del mio corpo.
Scopami. Lascia che ti cavalchi come una cavalla al galoppo, con i capelli sciolti lungo la schiena, mentre i seni ondeggiano davanti ai tuoi occhi carichi di desiderio.
Sorridimi, mordimi, leccami, baciami, sorprendi i miei sensi con le tue voglie, scopami con rabbia e con furore, dimmi col corpo, e senza una sola parola, quanto ti sono mancata. Scopami, ti prego, scopami ora, qui distesi per terra..."

Credo che il mio messaggio silenzioso, nascosto maldestramente da un telo ad asciugare la fronte e a coprire gli occhi nei momenti di imbarazzo, e da gesti che cercavano di celare quanto ormai il mio corpo non riusciva più a celare, gli sia arrivato forte e chiaro fino all'ultima sua cellula.
C'era una sorta di elettricità, un continuo cercare i nostri occhi tra gli altri, un continuo sfiorarsi volontariamente mentre mi mostrava le posizioni da assumere per fare correttamente gli esercizi.
Un continuo annusare i nostri corpi sudati alla ricerca dei nostri odori.

Alla fine della lezione ero sfinita, eccitata e bagnata. Non so quanto fosse sudore e quanto fosse il mio desiderio colato visibilmente a bagnare il fuseaux, ma credo che a lui non sia sfuggito il dettaglio, perché alla fine della lezione mi ha chiesto di restare un attimo con lui prima di andare negli spogliatoi, con la scusa di mostrarmi un calcio che non ero riuscita ad eseguire correttamente. Mi ha fatto sollevare la coscia in un gesto tecnico, e poi, tenendomi ferma con il piede all'altezza quasi delle sue spalle, mi ha accarezzata lentamente  tra le cosce e mi ha detto "mmmh...vedo che non sono solo io a fare pensieri strani..."


"...Ti voglio- mi ha sussurrato in un orecchio, carezzandomi il collo con le labbra- voglio riaverti ad ogni costo, mi hai fatto impazzire per tutta la durata della lezione. Fai l'amore con me ora, qui in palestra. Io non ho altre lezioni dopo e il mio socio oggi non c'è. Resta qui con me, non dirmi di no."

Non riuscivo a parlare, sapevo che qualunque parola mi fosse uscita dalla bocca sarebbe stata partorita da un ragionamento, rovinando quel momento, così, invece di parlare, ho iniziato a torturarmi lentamente un capezzolo e a mordermi il labbro inferiore.
Lo so quanto gli piaccia guardarmi, lo so quanto lo faccia impazzire sentire il mio respiro diventare man mano più affannoso. Lo so che se non abbasso lo sguardo e lo sfido a prendermi quando non può, lo mando fuori di testa. Lo so bene cosa gli piace.
E così ho iniziato a dargli un assaggio di ciò che voleva e che io desideravo dargli.
Ho iniziato a giocare con lui, sapendo che non poteva ancora reagire alle mie provocazioni, non subito, e che l'attesa sarebbe stata insopportabile per entrambi. Un'attesa molto eccitante.
C'era ancora tutto il gruppetto di signore negli spogliatoi a fare la doccia e a chiacchierare rumorosamente di quanto fosse carina la camicetta appena acquistata, e di quanto fosse bravo il dietologo del centro estetico, e di quanto fossero contente delle nuove tate indiane appena assunte...
Bla bla bla. Fate in fretta e andate via, maledizione.
"Sei nuova del corso, ho intenzione di metterti in pari con le altre in modo da farti seguire al meglio la lezione"- diceva a voce un po' alta in modo da farsi sentire e giustificare la mia prolungata presenza insieme a lui. Ma in fondo a me piaceva l'idea che le altre avessero capito cosa sarebbe successo di lì a poco. Mi piaceva l'idea che avessero capito che ero io la "prescelta" e che lui mi avrebbe presa lì, proprio dove molte di loro sognavano di essere prese e non avevano il coraggio di farglielo capire.

A cavalcioni sul sacco
Quando la porta si è chiusa dietro la schiena dell'ultima signora andata via, appoggiata a cavalcioni sul sacco, ho aspettato che mi si avvicinasse.
In pochi istanti mi si è avvinghiato addosso, le sue mani mi si sono intrecciate tra i capelli mentre in un bacio lunghissimo si sono sciolte tutte le nostre voglie represse.
" Dio mio, quanto ti voglio, il mio posto è dentro di te"
e dicendo queste parole mi ha spogliata di quei pochi indumenti fradici di sudore e umori che mi coprivano mentre io gli slacciavo la tuta. Ha leccato i miei seni sudati e salati, mordicchiandomi i capezzoli induriti, e poi mi  ha sollevata tra le braccia e mi ha impalato a secco sul suo sesso già duro, tirato fuori il minimo indispensabile dalla tuta. 
Tenendomi con la schiena appoggiata al muro, ha iniziato a pomparmi dal basso, sostenendomi le natiche con le sue forti braccia, con una furia che non ricordavo da tempo. Avevo rimosso ogni ricordo del piacere intenso che riuscivo a provare con lui, per cercare di dimenticarlo. Ma eccolo che con i suoi colpi profondi era ritornato prepotentemente a farmi ricordare nei minimi dettagli ogni singolo orgasmo, e a farmi godere col suo corpo stupendo e col suo volermi intensamente, in modo quasi disperato.
Non c'è niente che mi ecciti di più del vederlo eccitato per me.

Il primo orgasmo è stato un torrente in piena che ci ha travolti così, in piedi e dopo pochissimi minuti, dandoci la sensazione di poter finalmente tornare a respirare dopo una lunga apnea.

Poi, baciandoci profondamente e senza  più urgenza, siamo scivolati sul tappeto e abbiamo ripreso a dedicarci a noi con la voglia di esplorarci e ripercorrere i nostri sentieri del piacere, e quando mi ha adagiata sulla panca per gli addominali, scopandomi nuovamente così, lentamente, a testa in giù, la posizione inconsueta, con il maggiore afflusso di sangue al cervello  e con il suo pene a stimolare la parte anteriore del mio sesso, mi ha regalato un orgasmo lunghissimo e intenso. I miei gemiti incontrollati, appena attutiti dalle pareti rivestite della palestra, lo hanno finalmente fatto sentire autorizzato a lasciare andare il controllo avuto fino a quel momento e così mi ha inondata del suo seme sul seno.
Siamo stati per quasi due ore a rotolarci sui tappeti della palestra e a prenderci su ogni attrezzo e su ogni tappeto, nelle docce e sulla scrivania del suo ufficio, baciandoci dolcemente e poi scopandoci in modo quasi rabbioso, con le unghie e con i denti a segnarci la carne.
E' stato un bellissimo ritorno al passato, ma con uno sguardo nuovo al futuro.
Libera da condizionamenti psicologici, libera da un amore che mi faceva star male per la mia eccessiva gelosia, sono riuscita a godere veramente del sesso con lui, l'uomo che ama tutte le donne, il benefattore del sesso, e che in quanto tale non mi appartiene se non durante le poche ore che mi dedica e in cui mi scopa divinamente.
Me lo farò bastare. In fondo è quella la sua specialità: il sesso.
Lui sarà il mio sport da oggi in poi. Mi farò scopare ogni volta che ne avrò voglia, ogni volta che dovrò rimettermi in forma, ogni volta che vorrò godere, senza troppi sentimentalismi. Libera dall'amore.

In ufficio sono tornata notevolmente in ritardo e visibilmente stanca.
"Hey, ma in che palestra sei andata?- mi ha chiesto il mio capo- hai un'aria distrutta ma una luce speciale negli occhi" osservandomi con uno sguardo attento e stranamente curioso.
"Lo sport è un vero toccasana....credo che finalmente sarò più costante nel frequentare una palestra per rimettermi in forma..."

Sex-boxe





6 commenti:

  1. C'è per caso anche un'istruttrice altrettanto capace da quelle parti? ;-)

    "Libera dall'amore"
    A volte ci fa sentire leggeri come una piuma, altre volte pesa come un macigno...
    A volte lo cerchiamo, altre volte ce ne vogliamo liberare. L'importante è... non essere mai contenti!
    Forse perché in fondo, l'amore è... "quello che ci manca". Quello che abbiamo già, lo conosciamo. Ciò che può sorprenderci è forse quello che cerchiamo, quello che ci manca.
    Forse.

    Ciao Rossa!

    - LipsClosed -

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    1. Ciao Lips, posso insegnarti io qualcosa? me la cavo bene con calci e pugni...
      e con capriole sul letto, cuscinate e salti sul materasso!!! :-)

      "Tutta la nostra vita è piena di incontri mai avvenuti..."
      E' verissimo ciò che dici, la nostra necessità è innanzitutto riuscire ancora a sorprenderci, emozionarci...e per farlo c'è bisogno di "qualcosa che non c'è".

      http://www.youtube.com/watch?v=yxTVIzMWGhk

      http://www.youtube.com/watch?v=65IyVUNk8CE

      Ciao Lips
      Un bacio

      Rossa

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  2. Eh beh, ci vorrebbe una palestra del genere anche dalle mie parti, io che sono una polentona nel vero senso della parola e non solo perché mi piace la polenta, cibo base qui da me, pota ^_^

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    1. Anche a me piace moltoooo la polenta! Soprattutto se con salsiccia. Ehehehe, mica robetta da poco! :-)

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    2. ma guarda te...
      polenta e salsiccia oppure altro piatto
      polenta e osei (in Veneto)..
      maliziosa..

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    3. No no, non maliziosa, golosa!!! :) ciao Gri

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