sabato 17 dicembre 2011

A mia figlia



Questo non è un racconto erotico, quindi chi leggesse in cerca di immagini eccitanti, può pure passare al prossimo post...
Ho scritto più che altro un nostalgico preludio ad un racconto erotico... I dettagli piccanti li lascio all'immaginazione di chi vorrà leggere ugualmente.












"Fa freddo stasera, finalmente sento il Natale nell'aria, nella luce frizzante e umida che avvolge i lampioni creando un alone luminescente, quasi magico.
Torno a casa di corsa tutta infreddolita, mi spoglio del cappotto e della sciarpa, scrollo la neve dai capelli e mi appoggio con la schiena al termosifone a guardare il mio albero di natale.
E' sempre emozionante per me restare a guardare in silenzio le lucine tremolanti, mi trasportano sul filo della fantasia e dei ricordi e puntualmente mi siedo sul divano rannicchiata come una bimba, con le ginocchia abbracciate e il mento appoggiato su di esse.
Anche quest'anno non ci sei amore mio, anche questo anno il Natale sarà una festa a metà, non ci saranno né pannolini da cambiare né cotolette da friggere né letterine di Babbo Natale da appendere all'albero, né giocattoli sparsi sul tappeto che ti facciano brillare gli occhi.
Ormai sei cresciuta, sei una piccola donna, sei andata via per studiare all'estero, per crescere e prendere finalmente il volo.
Mi manchi, sai, e mi manca la mamma che ero, quando tu eri qui con me, quando ancora piccina ci bastava uno sguardo per essere complici, quando il mio mondo eri tu e io galleggiavo leggera nei tuoi sorrisi dopo giornate di lavoro stancante e notti insonni.
Mi bastava guardarti per rinascere ogni giorno.
Questi anni sono volati, dal primo momento in cui ti ho stretta tra le mie braccia a proteggerti e i tuoi piccoli occhi, appena aperti sul mondo, già cercavano me, al primo giorno di scuola, al primo rasoio a scoprire la tua vanità, ai tuoi primi amori, alla tua partenza.
Sei una donna ormai, e quest'anno voglio farti un regalo.
Voglio rinascere ancora una volta per te, figlia mia.
Anche se mi sento pesante come un elefante, proverò a riscoprire la donna che è in me, per anni nascosta dietro un grembiule e un ferro da stiro, per poterti donare una mamma nuova, una mamma che non ha paura di restare sola e che non ti carica di responsabilità e preoccupazioni. 
Voglio finalmente ritornare a vivere, e lo farò per me stessa, ma anche per te.
A giugno quando tornerai a casa per le vacanze, troverai una donna diversa, un'amica alla quale guardare con serenità, e non una mamma alla quale pensare con nostalgia e sensi di colpa.

Mi alzo dal divano con una luce diversa negli occhi, vado in bagno e mi guardo riflessa allo specchio.
Sono una donna, non solo una mamma. Me lo ripeto quasi come a volermene convincere.

Prendo il cellulare e inizio a comporre un numero di telefono.
Le dita prendono tempo, indecise se continuare oppure no a fare il numero di quell'uomo che ho conosciuto qualche mese fa, in palestra, e al quale non ho mai dato l'opportunità di corteggiarmi per davvero.

-Ciao, Stefano, sono Rossy come stai?
-Ciao Rossy che piacevole sorpresa!
-è sempre valido l'invito per un aperitivo?
-certo che è valido l'invito, e direi che ne hai impiegato di tempo, ma sono felice che tu finalmente abbia accettato
-Allora passo a prenderti io appena esci da lavoro


Prendo il rasoio elettrico, lo stesso che usasti tu la prima volta per raderti le gambe di nascosto, e mi rado con cura laddove non mi ero mai rasata. Indosso un paio di calze autoreggenti, un tubino nero a coprire le mie rotondità, le mie scarpe nuove decolletè con tacco 10. Mi raccolgo i capelli sulla nuca in un piccolo chignon morbido, mi metto un po di trucco che faccia risaltare i miei occhi neri, stendo un velo di rossetto. 
Una goccia di profumo dietro i lobi delle orecchie, nelle pieghe dei gomiti e tra i seni morbidi completano il momento magico di trasformazione.
Curo ogni dettaglio, senza esagerare e senza lesinare.
Sono ancora una bella donna, non più giovanissima, ma ancora piacente.
Stasera taglierò il cordone ombelicale che mi tiene legata alla mia figura di mamma, e mi concederò una serata con un uomo. Sul tappeto non stenderò più giocattoli per te, ma musica e candele accese per me.

Come uno scoglio battuto dal mare, voglio finalmente aprire le braccia e sentire le onde di emozioni che mi bagnano, e mi avvolgono e mi sommergono.
Ferma come scoglio resto in questo mare che è la vita, per te, ma non voglio più restare sola."

9 commenti:

  1. che dire ... usando una frase di Seneca:
    "La felicità e' un bene vicinissimo, alla portata di tutti:
    basta fermarsi e raccoglierla" ;)

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  2. Ghiro, che dire...sei più fedele di un amante :) grazie!

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  3. sono o non sono stato il primo?
    come potrei mai trascurarti ;)

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  4. Bel regalo hai dato sia a te che al rapporto che hai con tua figlia.

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  5. Bellissimo post, sono felice per te! :)

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  6. Ragazzi, grazie, ma occorre fare una precisazione....
    Mia figlia è ancora adolescente e vive con me, questo è solo un racconto che ho scritto provando ad immaginare la mia vita tra qualche anno, se mi separassi...
    Ma sono ancora sposata :-)

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  7. Si, un eventuale futuro, ma è bella l'idea che hai pensato di questo rapporto con tua figlia.
    Ciao.

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  8. :') per la prima parte.

    Per la seconda vorrei che qualcuna avesse lo stesso coraggio di impossessarsi della sua vita e lasciasse in pace la mia.

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  9. I figli sono tutto per le mamme, davvero tutto.
    Ma a volte per il loro bene bisogna avere il coraggio di lasciarli crescere. Mica facile, sai?...
    Quando tu sei innamorata di qualcuno, hai il coraggio di lasciarlo libero di sbagliare e farsi male? lo stesso vale per le mamme...

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