lunedì 19 dicembre 2011

Siediti qui...

Stasera non devi fare niente, lascia che sia io a condurre il gioco.
Siediti e mettiti comodo, sul divano nero, di fronte a me...
Io mi inginocchio qui tra le tue gambe, ma aprile un po' che voglio anche toccarti.
Ti sbottono la camicia e i pantaloni, ti aiuto a tirarli giù fino alle caviglie e poi inizio la mia danza per te.
Mi avvicino a solleticarti con i capelli, le mani appoggiate al bordo dello schienale, i miei seni che ti esplodono davanti agli occhi e ti sfiorano la bocca aperta ad afferrarne i capezzoli.
Ti bacio oscenamente, ti lecco sulla faccia e sul collo perché voglio prima un pò provocarti e accendere la tua voglia....
Scendo lenta ad assaggiare la tua pelle, sul petto e sulla pancia.
Hai un fremito. Il tuo corpo rabbrividisce al tocco leggero della mia lingua.
I miei capelli continuano ad ondeggiare su di te. 
Però stai fermo. Lascia le tue mani lì dove sono, aggrappate allo schienale, a braccia aperte come un crocifisso.
Stasera comando io.
Ti blocco le mani con le mie finché non capisci che cosa voglio da te.
Ti lecco nell'ombelico, nell'interno coscia, nell'inguine caldo, ci giro intorno senza mai arrivare al dunque, e poi inizio a leccarti le palle. 
Con una mano te le sollevo leggermente mentre con l'altra inizio a segarti...le prendo in bocca, le succhio delicatamente come un frutto proibito, le percorro con le labbra come ventose umide che non si staccano dalla tua pelle.


Mi lecco la mano, la riempio di saliva e inizio a salire e scendere da questa torre dei desideri, mentre le labbra la percorrono per tutta la sua lunghezza, fino ad arrivare alla cappella, già lucida e tesa.
Hai un buon sapore, e sei già duro allo spasimo.


Spingimi la testa adesso, spingi fino a farmi quasi soffocare con la bocca piena del tuo enorme splendido trofeo duro...Metti la tua mano tra i miei capelli e detta tu il ritmo che ti piace.
La mia mano va su e giù, la bocca avvolge il tuo membro, la lingua gioca intorno al buchino...
Ti scopo con la bocca e con le mani senza tregua.


Ti guardo dritto negli occhi, dalla mia posizione di inferiore superiorità, capisco che ti piace, e così continuo imperterrita.
Voglio vederti gonfiare le venuzze che ricamano il tuo uccello, fino a sentirtelo quasi scoppiare...
Me lo stringo tra i seni e te lo sego così, tra la pelle lattea, mentre la cappella violacea fa cucù e finisce sempre in bocca....

Ora rallento, non voglio farti venire subito, non così...

Mi struscio piano su di te, i seni ti stringono ma non troppo, mi sollevo giusto un po' a dare sollievo alle ginocchia e a succhiarti un capezzolo.
Ti bacio nuovamente, sul petto e sul collo e nell'orecchio...
Ti infilo una lingua in bocca, ma lo so che stai per arrabbiarti, non ti posso lasciare così un pompino a metà, e poi pensare di cavarmela con un bacio...
Sono a cavalcioni sulle tue gambe, mi appoggio sulla punta del tuo sesso fino a farti sentire le mie labbra che si schiudono, che ti vogliono...
Ondeggio i fianchi, le mie mani appoggiate sulle tue ad impedirti di toccarmi, di prendermi per i fianchi e spingermi giù con forza. Lo so che lo vorresti fare, subito.
Voglio farti impazzire, farò piano, pianissimo.

Dovrai sentire la mia pelle scivolare sulla tua millimetro per millimetro, sentire ogni contrazione della mia voglia stringerti come in una morsa.
Ecco, sentimi, sono tua, sei dentro di me ed io sono tua.
Le mie anche si muovono come in un'immaginaria danza del ventre, mentre con la testa riversa all'indietro mi prendo il mio piacere da te.
Ti cavalco, ti cavalco prima piano, per sentirti tutto dentro, ma poi il mio ritmo si fa più veloce, come un'amazzone in fuga impazzita.
Ti cavalco selvaggiamente, i capelli come una criniera sparsa sul tuo corpo e sul mio viso, ti schiaccio con tutto il mio peso, lascio che le tue mani mi afferrino per i fianchi, che mi spingano su e giù, a danzare con me.
Spingi forte, sempre di più, sollevi impazzito il tuo bacino con me sopra, e vengo, vengo, vengoooo, si........siiiii.......
....hmmm.....mi lecco le labbra ad occhi chiusi per un istante infinito.

Sorridi compiaciuto. 
Ti piace vedermi venire urlando. Godi già anche solo con gli occhi e con le orecchie. 
Mi baci di un bacio profondo, mentre le mie contrazioni ancora ti stringono.
Lo sai quanto mi piacciono i tuoi baci.

Ma con te non ho finito.

Riprendo solo un attimo fiato e poi ritorno laggiù dove ora sai di me, del mio miele caldo.
Sento il mio sapore che ancora ti avvolge, ora ti succhio con decisione, con le guance scavate a creare un risucchio che ti imprigioni nella mia bocca.
Mi bagno di saliva il dito medio e mi spingo tra le cosce a stuzzicarti la rosellina stretta. Hai un sussulto, contrai le natiche ma poi mi lasci entrare. 
Ecco, eccolo il pulsante magico. Succhio e stuzzico. Ti contrai. Gemi. Si, così...siiiii......

Scoppiami in faccia....
schizzami tutta...


14 commenti:

  1. e non ne lasci cadere una goccia,mi piace immaginarti così, sudata dopo un meraviglioso orgasmo e ricoperta di nettare... ;)

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  2. Mi viene in mente un ricordo lontano ma ancora vivissimo... solo che erano i sedili di una macchina, non un divano... che spettacolo... che ricordo...

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  3. una canzone diceva "a far l'amore nelle macchine con i finestrini che si appannano.." una antica magia oramai quasi persa ,anche perchè con i tempi che corrono.....

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  4. la macchina è sempre stato il luogo dei migliori ricordi...sedili posteriori, sedili anteriori, addirittura nel bagagliaio di un stationwagon!! :)

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  5. fidati che merita moooolta attenzione ;)

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  6. @Monica, grazie...adoro il tuo blog!
    @Ghiro caro, approfitto per farti i miei auguri di natale! Muack

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  7. buongiorno bella,grazie ;) ti ricambio gli auguri con un grosso bacio e speriamo sia un Natale felice kiss

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  8. complimenti, una narrazione quasi senza MACCHIE

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  9. le macchie tendo a pulirle subito, a colpi di lingua.

    Naturalmente parlo di macchie linguistiche, pulite con l'uso corretto della lingua italiana... ;-)

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  10. Mi sa che mi son perso qualcosa...

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    1. Ehehe....è nato prima questo blog, e poi, quando mi sono resa conto di non voler sempre scrivere in rosso, è nato l'altro.

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  11. Questo racconto è stato scritto mille volte coi corpi. Poche volte con le parole. Mmmmm...

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  12. Ma sai che quasi non ricordavo più quello che avevo scritto? Mi ha fatto uno strano effetto rileggerlo! ;)

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